Pignoramento dello stipendio: cosa puoi fare

Il pignoramento dello stipendio segue regole precise sui limiti. Capirle aiuta a valutare le opzioni.

In breve

Per un normale creditore (banca, finanziaria, privato) si può pignorare al massimo 1/5 dello stipendio netto (art. 545 c.p.c.). Per i debiti con l'Agenzia delle entrate-Riscossione il limite è più basso: 1/10 fino a 2.500 € netti, 1/7 tra 2.500 e 5.000 €, 1/5 oltre (art. 72-ter D.P.R. 602/1973). Con più pignoramenti insieme la trattenuta totale non può superare la metà dello stipendio. Per crediti alimentari la quota è fissata dal giudice. Se lo stipendio arriva sul conto, le somme già presenti sono protette fino a 1.638,72 € nel 2026.

Limiti di pignoramento dello stipendio nel 2026
Creditore ordinarioFino a 1/5 del netto mensile
Agenzia delle entrate-Riscossione1/10 fino a 2.500 €; 1/7 da 2.500 a 5.000 €; 1/5 oltre 5.000 €
Crediti alimentari (mantenimento)Quota stabilita dal giudice, anche superiore a 1/5
Più pignoramentiNon oltre la metà dello stipendio complessivamente
Stipendio già sul contoImpignorabile fino al triplo dell'assegno sociale: 1.638,72 € nel 2026
Tredicesima e TFRPignorabili negli stessi limiti di 1/5

Cosa succede al datore di lavoro

Nel pignoramento dello stipendio il datore di lavoro diventa "terzo pignorato": è tenuto a trattenere una quota della retribuzione e a versarla secondo quanto stabilito dalla procedura.

La quota pignorabile

Per un singolo credito ordinario il limite generale è un quinto dello stipendio netto. Crediti alimentari, riscossione e concorso di trattenute richiedono regole e verifiche specifiche: non basta contare i creditori. Il calcolatore dello stipendio distingue i casi simulabili e riporta i riferimenti.

Debiti multipli

Quando ci sono più creditori o più procedure, le regole sul cumulo dei pignoramenti diventano rilevanti: esistono limiti complessivi che vanno verificati con attenzione.

Come valutare la situazione

Una prima analisi serve a controllare che le trattenute siano corrette, a fotografare l'insieme dei debiti e a capire se esistono margini per una trattativa o una diversa gestione della posizione.

Esempi di calcolo

Stipendio nettoCreditore privato (1/5)Agenzia Riscossione
1.200 €240 €120 € (1/10)
1.800 €360 €180 € (1/10)
2.500 €500 €250 € (1/10)
3.200 €640 €457 € (1/7)
5.500 €1.100 €1.100 € (1/5)

Il netto si calcola dopo ritenute fiscali e previdenziali. Se hai già una cessione del quinto, il pignoramento concorre con essa: la somma complessiva non può superare la metà dello stipendio. Calcola il tuo caso con il calcolatore della quota pignorabile.

Come funziona passo per passo

  1. Titolo esecutivo e precetto (per i privati) o cartella e intimazione (per la riscossione).
  2. Notifica dell'atto di pignoramento presso terzi a te e al datore di lavoro: da quel momento il datore accantona la quota.
  3. Dichiarazione del terzo: il datore comunica quanto ti deve (art. 547 c.p.c.).
  4. Ordinanza di assegnazione del giudice: il datore inizia a versare la quota direttamente al creditore ogni mese.
  5. Nel pignoramento dell'Agenzia delle entrate-Riscossione non c'è udienza: il datore versa direttamente entro i termini indicati (art. 72-bis D.P.R. 602/1973).

La trattenuta prosegue fino all'estinzione del debito, spese e interessi compresi. Se cambi lavoro, il creditore deve notificare un nuovo pignoramento al nuovo datore.

Come verificare che la trattenuta sia corretta

  • Controlla in busta paga che la quota sia calcolata sul netto, non sul lordo.
  • Verifica che, con più pignoramenti o una cessione, non si superi la metà.
  • Per la riscossione, controlla che sia applicata la fascia corretta (1/10 o 1/7).
  • Chiedi il conteggio del debito residuo: interessi e spese devono essere documentati.

Errori di calcolo si contestano con opposizione agli atti esecutivi nei termini di legge.

Hai anche una casa di proprietà o un mutuo? Quando c'è un pignoramento su stipendio o conto, spesso i creditori guardano anche all'immobile. Verificare subito la posizione complessiva ti permette di scegliere la strada migliore per tutti i debiti insieme. Richiedi la prima analisi gratuita.

Fonti normative e ufficiali consultate

Verifica aggiornata al 29 settembre 2026. Le norme vanno applicate agli atti del singolo caso da un professionista abilitato.

Domande frequenti

Per un creditore ordinario al massimo 300 € al mese (1/5). Per l'Agenzia delle entrate-Riscossione 150 € (1/10). Con più pignoramenti la trattenuta totale non può superare 750 €.

No, il pignoramento dello stipendio non è una giusta causa di licenziamento. Il datore è solo terzo pignorato e deve limitarsi a trattenere e versare la quota.

Sì. Pignoramento e cessione possono concorrere, ma complessivamente non possono superare la metà dello stipendio netto. Se la cessione è già alla metà, il pignoramento deve attendere.

Pagando il debito, con un accordo a saldo e stralcio con il creditore, con la rateizzazione se si tratta di cartelle (per nuove azioni), con un'opposizione se ci sono vizi, oppure con una procedura da sovraindebitamento che preveda misure protettive.

Fino all'estinzione del debito, compresi interessi e spese. Con importi elevati e trattenute di 1/5 o 1/10 può durare molti anni: per questo conviene valutare un accordo.

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